Capoliveri, Isola d'Elba - Uno degli 11 comuni toscani classificati come Area Prioritaria per il rischio radon

Gas Radon Toscana

Radon Toscana: Nuove Aree Prioritarie e DGR 1579/2024

La Regione ha definito gli 11 Comuni ad alto rischio Radon. Scopri se la tua attività a Grosseto, Siena o Livorno rientra nei nuovi obblighi di misurazione previsti dal D.Lgs 101/2020.

La Questione Radon in Toscana

Le nuove Aree Prioritarie definite dalla Delibera 1579/2024.

Riferimenti Normativi Toscana

Con la Delibera di Giunta Regionale n. 1579 del 23 dicembre 2024, pubblicata sul BURT n. 2 dell'8 gennaio 2025, la Regione Toscana ha dato piena attuazione all'art. 11 del D.Lgs. 101/2020. Il provvedimento identifica in modo puntuale le nuove "Aree Prioritarie", zone territorialmente circoscritte dove si stima che la concentrazione media annua di radon superi il livello di riferimento in un numero significativo di edifici. L'istruttoria tecnica, condotta in collaborazione con ARPAT, ha individuato 11 Comuni specifici nelle province di Grosseto, Siena e Livorno, caratterizzati da una geologia vulcanica o granitica che favorisce l'esalazione del gas.

Norma Nazionale D.LGS 101/2020
Monitoraggio ARPAT Toscana
Delibera Aree Prioritarie DGR n. 1579/2024
Fonte Normativa UE DIR. 2013/59/EURATOM
Bollettino Ufficiale

BURT n. 2 del 08/01/2025

Copertina Bollettino Toscana
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La Nuova Classificazione 2024/2025

L'approvazione della D.G.R. n. 1579 del 23/12/2024 (BURT n. 2 del 08/01/2025) rappresenta uno spartiacque nella prevenzione radioprotezionistica regionale. La Regione Toscana ha ufficializzato l'elenco dei Comuni ricadenti in Aree Prioritarie (art. 11 D.Lgs 101/2020), concentrando l'attenzione su territori specifici come Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Piancastagnaio, Santa Fiora, Seggiano, Castell'Azzara, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina e Campo nell'Elba. In queste zone, la probabilità statistica di superare la soglia di 300 Bq/m³ è significativamente più alta rispetto alla media regionale.

Geologia: Amiata, Elba e Colline Metallifere

La mappatura del rischio radon in Toscana è strettamente correlata alla complessa geologia del territorio. Le aree individuate sono caratterizzate dalla presenza massiccia di rocce magmatiche acide e vulcaniche, intrinsecamente ricche di Uranio-238. Nel contesto del Monte Amiata e del plutone dell'Isola d'Elba, così come nelle Colline Metallifere, l'elevata permeabilità del suolo e la presenza di fratture favoriscono la risalita del gas verso la superficie, creando condizioni di accumulo pericolose non solo negli interrati ma anche ai piani terra.

Obblighi: Scatta il monitoraggio al Piano Terra

La classificazione come "Area Prioritaria" fa scattare obblighi immediati e inderogabili. Se precedentemente l'obbligo di misurazione riguardava i soli locali sotterranei, ora, all'interno degli 11 Comuni designati, il monitoraggio diventa obbligatorio per tutti i luoghi di lavoro situati al piano terra (uffici, negozi, scuole, banche, ecc.). I datori di lavoro e i dirigenti scolastici devono avviare tempestivamente le misurazioni annuali tramite dosimetria certificata, pena le sanzioni del D.Lgs 101/2020.

Percorso Storico delle Normative Radon

Dalla Direttiva Europea 2013 alla DGR Toscana 2024: evoluzione del quadro giuridico.

2013 - UNIONE EUROPEA

Direttiva 2013/59/Euratom

La Direttiva BSS (Basic Safety Standards) stabilisce le norme fondamentali di sicurezza per la protezione dalle radiazioni ionizzanti, incluso il gas radon. Introduce per la prima volta a livello europeo il livello di riferimento di 300 Bq/m³ per luoghi di lavoro e abitazioni.

Leggi su EUR-Lex
1
2020 - ITALIA

D.Lgs 31 luglio 2020, n. 101

Il Testo Unico sulla Radioprotezione recepisce in Italia la Direttiva Euratom. Introduce obblighi cogenti per i datori di lavoro, definisce le Aree Prioritarie, istituisce il Piano Nazionale d'Azione Radon (PNAR) e prevede sanzioni penali per gli inadempienti (Art. 205).

2
2020/2024 - STUDI REGIONALI

Attività Preparatorie e Studi ARPAT

In attesa delle linee guida nazionali, la Regione Toscana ha attivato il Gruppo di Lavoro Radon. ARPAT ha condotto campagne di monitoraggio nelle aree geologicamente a rischio (Monte Amiata, Isola d'Elba, Colline Metallifere), creando la base scientifica per l'individuazione degli 11 Comuni in Area Prioritaria.

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3
2024 - NAZIONALE

Piano Nazionale d'Azione Radon

Il documento strategico (PNAR 2023-2032) che coordina le Regioni. Fondamentale per le strategie a lungo termine di risanamento e prevenzione nelle nuove costruzioni.

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DICEMBRE 2024 - TOSCANA

D.G.R. n. 1579 del 23/12/2024

È il provvedimento attuativo più importante per la Toscana. Ufficializzando l'elenco degli 11 Comuni in Area Prioritaria (BURT n. 2 del 08/01/2025), la Delibera fa scattare l'obbligo di misurazione esteso anche ai locali al piano terra nelle zone del Monte Amiata, Isola d'Elba e Colline Metallifere. Scuole, luoghi di lavoro e attività pubbliche devono ora adeguarsi.

Scarica DGR (PDF)
5

Mappa Radon Toscana: Aree Prioritarie 2026

Cartografia ufficiale del rischio radon e classificazione del territorio regionale secondo la DGR 1579/2024.

Mappa radon Toscana - Comuni in area prioritaria per rischio radon nelle province di Grosseto, Siena e Livorno secondo DGR 1579/2024 e D.Lgs 101/2020
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LEGENDA

Area prioritaria a rischio radon

Comuni proposti per l'individuazione nelle aree prioritarie ai sensi del D.Lgs 101/2020.

Altri comuni

Comuni non classificati come Aree Prioritarie. L'obbligo di misurazione resta per i soli locali interrati.

Mappa dei comuni della Toscana, in giallo sono rappresentati i comuni proposti per l'individuazione nelle aree prioritarie. Fonte ARPAT / DGR 1579/2024.

La Regione Toscana ha individuato le aree a rischio radon in attuazione dell'art. 11 del D.Lgs 101/2020. Con la D.G.R. n. 1579 del 23/12/2024, pubblicata sul BURT n. 2 del 08/01/2025, sono stati ufficialmente designati 11 Comuni come Aree Prioritarie. Questa mappatura radon rappresenta un passo fondamentale per la tutela della salute pubblica nella regione.

La classificazione si basa sugli studi condotti da ARPAT nelle zone geologicamente a rischio: le aree vulcaniche del Monte Amiata (province di Grosseto e Siena), i massicci granitici dell'Isola d'Elba (provincia di Livorno) e le Colline Metallifere. In queste zone, la presenza di rocce magmatiche acide ricche di Uranio-238 favorisce la risalita del gas radon verso la superficie.

L'area del Monte Amiata, antico vulcano ormai spento, rappresenta uno dei principali hotspot radioattivi naturali d'Italia. Le rocce trachitiche e riolitiche che caratterizzano il cono vulcanico contengono elevate concentrazioni di uranio naturale, il cui decadimento produce radon-222. Questo gas, essendo più pesante dell'aria, tende ad accumularsi nei locali seminterrati e al piano terra degli edifici, specialmente durante i mesi invernali quando le abitazioni vengono tenute chiuse e riscaldate.

Sull'Isola d'Elba, la situazione è analoga ma con origine geologica diversa: il massiccio granitico del Monte Capanne, situato nella parte occidentale dell'isola, è costituito da rocce intrusive acide cristallizzate circa 7 milioni di anni fa. Questi graniti presentano inclusioni di minerali radioattivi (principalmente zircone e monazite) che rilasciano radon attraverso le numerose fratture del sottosuolo. I comuni di Marciana, Marciana Marina, Campo nell'Elba e Capoliveri sono direttamente interessati da questa formazione geologica.

Il monitoraggio radon nei comuni classificati come "Area Prioritaria" diventa quindi un obbligo misurazione radon esteso a tutti i luoghi di lavoro situati al piano terra, oltre ai locali interrati già obbligati su tutto il territorio nazionale. Questo significa che bar, ristoranti, negozi, banche, studi professionali, ambulatori medici, scuole e asili situati a piano strada devono effettuare la misurazione gas radon annuale tramite dosimetri passivi certificati. La mancata osservanza comporta sanzioni amministrative e penali previste dall'art. 205 del D.Lgs 101/2020.

Piano Nazionale Radon e Toscana

Il Piano Nazionale d'Azione Radon (PNAR 2023-2032) stabilisce le linee guida strategiche per la riduzione dell'esposizione al gas radon in Italia. La Toscana, con la DGR 1579/2024, si allinea pienamente agli obiettivi del Piano, che prevede la progressiva riduzione della concentrazione media di radon negli edifici e l'attuazione di programmi di valutazione rischio radon capillari. Le province di Grosseto, Siena e Livorno sono le più interessate dagli obblighi, ma anche nelle altre province toscane (Firenze, Pisa, Lucca, Arezzo, Pistoia, Prato, Massa-Carrara) resta l'obbligo per i locali interrati, rendendo la normativa radon applicabile all'intero territorio regionale.

Elenco degli 11 Comuni in Area Prioritaria

La tabella seguente riporta i comuni toscani ufficialmente classificati come Aree Prioritarie, suddivisi per provincia con il numero approssimativo di abitanti.

Fonte: ARPAT - DGR 1579/2024 - BURT n. 2 del 08/01/2025

ComuneProvAbitanti
Abbadia San SalvatoreSI6200
ArcidossoGR4100
Campo nell'ElbaLI4800
CapoliveriLI4200
Castel del PianoGR4700
Castell'AzzaraGR1400
MarcianaLI2100
Marciana MarinaLI1900
PiancastagnaioSI4000
Santa FioraGR2600
SeggianoGR900

Obblighi di Misurazione del Radon in Toscana

Cosa prevede la normativa per datori di lavoro, scuole e attività commerciali nel territorio regionale.

Con la pubblicazione della D.G.R. n. 1579 del 23/12/2024 sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana (BURT n. 2 del 08/01/2025), sono entrati in vigore nuovi obblighi per la misurazione della concentrazione di radon nei luoghi di lavoro. La delibera attua l'art. 11 del D.Lgs 101/2020 e individua gli 11 Comuni in Area Prioritaria dove il rischio di superamento del livello di riferimento di 300 Bq/m³ è statisticamente più elevato.

Il D.Lgs 101/2020 ha introdotto in Italia un sistema di protezione dalle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, tra cui il radon, seguendo le indicazioni della Direttiva Europea 2013/59/Euratom. La normativa stabilisce che i datori di lavoro sono tenuti a effettuare misurazioni della concentrazione di radon in tutti i locali situati al piano seminterrato o interrato. Tuttavia, nei comuni classificati come "Area Prioritaria" dalla Regione, questo obbligo si estende anche ai locali situati al piano terra.

La misurazione deve essere effettuata mediante dosimetria passiva per un periodo di almeno 12 mesi (generalmente suddiviso in due semestri consecutivi) al fine di tenere conto delle variazioni stagionali della concentrazione di radon. I dosimetri devono essere posizionati nei locali dove i lavoratori trascorrono la maggior parte del tempo (uffici, aule, sale vendita) seguendo le indicazioni tecniche fornite da ARPA o da laboratori accreditati.

Al termine della misurazione, il datore di lavoro riceve una relazione tecnica che deve essere conservata e inserita nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Se la concentrazione media annua risulta inferiore a 300 Bq/m³, non sono necessari ulteriori interventi, ma la misurazione deve essere ripetuta ogni 8 anni. Se invece la concentrazione supera il livello di riferimento, il datore di lavoro deve avviare le procedure di risanamento entro 24 mesi con l'ausilio di un Esperto in Interventi di Risanamento Radon.

Tutti i Comuni della Toscana

In tutti i 273 comuni toscani, la misurazione del radon è obbligatoria per:

  • Locali interrati e seminterrati adibiti ad attività lavorative (uffici, negozi, magazzini, laboratori)
  • Scuole, asili e strutture educative con locali al piano interrato o seminterrato
  • Stabilimenti termali e strutture con esposizione professionale

11 Comuni in Area Prioritaria

Nei comuni di Monte Amiata e Isola d'Elba, l'obbligo si estende anche a:

  • Tutti i locali al piano terra adibiti ad attività lavorative
  • Scuole e asili anche ai piani superiori al seminterrato
  • Esercizi commerciali: bar, ristoranti, negozi, banche
  • Studi professionali e ambulatori medici

Procedura e Scadenze

1. Misurazione

Dosimetria passiva per 12 mesi (due semestri consecutivi)

2. Relazione Tecnica

Inserimento nel DVR entro 30 giorni dal ricevimento

3. Risanamento

Se >300 Bq/m³: bonifica entro 24 mesi con Esperto Qualificato

Le sanzioni per inadempienza sono previste dall'art. 205 del D.Lgs 101/2020: da 10.000€ a 50.000€ per mancata misurazione; arresto fino a 3 mesi per mancato risanamento.

FAQ

Domande Frequenti sul Radon in Toscana

Le risposte alle domande più comuni su obblighi, misurazioni e normativa regionale.

La Toscana è a rischio Radon?
Sì, alcune aree come il Monte Amiata e le Colline Metallifere hanno concentrazioni naturali molto elevate dovute all'origine vulcanica e geotermica del suolo.
Chi deve fare la misurazione?
Tutti i datori di lavoro con locali sotterranei (ovunque) e seminterrati o piano terra se situati nei comuni classificati come 'Aree Prioritarie' dalla Regione.
Qual è il limite di legge?
Il livello di riferimento è 300 Bq/m³ sia per i luoghi di lavoro che per le abitazioni esistenti. Per le nuove costruzioni (dal 2025) il limite scende a 200 Bq/m³.
Come faccio a sapere se sono in un'area a rischio?
Bisogna consultare l'elenco dei comuni in Area Prioritaria pubblicato sul BURT (Bollettino Ufficiale Regione Toscana) basato sui dati ARPAT.
Quanto costa misurare il radon?
Il costo è accessibile, tra i 50 e i 100 euro per dosimetro. La misura annuale richiede solitamente due rilevazioni semestrali.
Posso misurare il radon da solo?
Per curiosità personale sì, ma per adempiere agli obblighi di legge serve un servizio di dosimetria accreditato che rilasci un rapporto di prova ufficiale.
Se sono in affitto, chi paga?
Se è un luogo di lavoro, paga il datore di lavoro. Se è un'abitazione, solitamente spetta al proprietario garantire l'assenza di vizi occulti, ma la giurisprudenza è in evoluzione.
Cosa c'entra la geotermia?
Le aree geotermiche (Larderello) sono caratterizzate da risalita di fluidi profondi che trascinano con sé radon e altri gas, aumentando il rischio in superficie.
Esistono materiali da costruzione radioattivi?
Sì, alcuni materiali di origine vulcanica come il tufo e certe pozzolane usate in passato possono emettere radon.
Cosa rischio se non misuro?
Sanzioni penali (arresto o ammenda fino a 10.000€) previste dal D.Lgs 101/2020 per violazione degli obblighi di sicurezza sul lavoro.

Attività in Toscana?

Mettiti in regola con il D.Lgs 101/2020.