Courmayeur e Monte Bianco - Rischio Radon Granito

Gas Radon Valle d'Aosta

Radon Valle d'Aosta:
11 Comuni in Area Prioritaria

La Regione ha ufficializzato l'elenco degli 11 Comuni a rischio (Aree Prioritarie) con la DGR 1630/2025. Se gestisci un'attività a Courmayeur, Gressoney o nella Valle del Gran San Bernardo, la misurazione del radon è ora obbligatoria anche al piano terra. Scopri come adeguarti al D.Lgs 101/2020 e proteggere la salute nei luoghi di lavoro.

La Questione Radon in Valle d'Aosta

Le nuove Aree Prioritarie definite dalla DGR 1630/2025.

Riferimenti Normativi Valle d'Aosta

Con la DGR 1630/2025 pubblicata il 27 gennaio 2026, la Regione Valle d'Aosta ha recepito l'art. 11 del D.Lgs. 101/2020 individuando le "Aree Prioritarie". L'indagine tecnica, condotta da ARPA Valle d'Aosta mediante campagne di misura in 45 comuni su 74 e un modello radio-geo-litologico per le aree non coperte, ha identificato 11 Comuni specifici caratterizzati da geologia granitica ad alta emissione di radon.

Normativa Nazionale D.LGS 101/2020
Piano Nazionale PNAR 2023-2032
Delibera Aree Prioritarie DGR n. 1630/2025
Fonte Normativa UE DIR. 2013/59/EURATOM
ARPA VALLE D'AOSTA

Monitoraggio e dati ambientali

Logo ARPA Valle d'Aosta
Vai al Sito ARPA VdA
Delibera Regionale

DGR n. 1630/2025

Copertina DGR Valle d'Aosta 1630/2025
Scarica DGR (PDF)

La Nuova Classificazione 2025

Con la pubblicazione della DGR 1630/2025 il 27 gennaio 2026, la Regione Valle d'Aosta ha dato piena attuazione all'articolo 11 del D.Lgs 101/2020, ufficializzando l'elenco dei Comuni ricadenti in Aree Prioritarie. Questa classificazione non è casuale ma frutto di un'approfondita indagine: sono stati individuati 11 Comuni specifici in cui le stime confermano che almeno il 15% del parco immobiliare supera la concentrazione media annua di 300 Bq/m³. La metodologia scientifica adottata da ARPA Valle d'Aosta combina dati diretti, provenienti da capillari campagne di misura in 45 comuni, con un avanzato modello radio-geo-litologico per la stima del rischio nelle zone non ancora monitorate. Questo rende la mappa del radon in Valle d'Aosta uno strumento essenziale per la pianificazione territoriale e la tutela della salute.

Geologia: Il Primato del Granito Alpino

La Valle d'Aosta detiene un primato geologico che influenza direttamente la qualità dell'aria indoor: è una delle regioni con le più alte concentrazioni medie di gas radon in Italia. Il motivo risiede nella natura stessa delle Alpi, costituite prevalentemente da massicci granitici e rocce porfiriche ricche di Uranio-238, il progenitore del radon. La particolare conformazione morfologica delle valli accelera questo fenomeno: nei fondovalle, l'inversione termica favorisce l'accumulo del gas che risale dal sottosuolo, intrappolandolo negli strati bassi dell'atmosfera e facilitandone l'ingresso negli edifici attraverso fessure e vespai non isolati. Per questo motivo, la misurazione del radon è imprescindibile in quasi tutto il territorio regionale, non solo in alta quota.

Obblighi: Scatta il monitoraggio al Piano Terra

Negli 11 Comuni designati, il monitoraggio diventa obbligatorio per tutti i luoghi di lavoro al piano terra e seminterrato, oltre ai locali sotterranei già obbligati su tutto il territorio. Alberghi, B&B, rifugi, negozi, ristoranti e scuole devono misurare il radon annualmente.

Percorso Storico delle Normative Radon

Dalla Direttiva Europea 2013 alla Delibera VdA 2025: evoluzione del quadro giuridico.

2013 - UNIONE EUROPEA

Direttiva 2013/59/Euratom

La Direttiva BSS (Basic Safety Standards) stabilisce le norme fondamentali di sicurezza per la protezione dalle radiazioni ionizzanti, incluso il gas radon. Introduce per la prima volta a livello europeo il livello di riferimento di 300 Bq/m³ per luoghi di lavoro e abitazioni.

Leggi su EUR-Lex
1
2020 - ITALIA

D.Lgs 31 luglio 2020, n. 101

Il Testo Unico sulla Radioprotezione recepisce in Italia la Direttiva Euratom. Introduce obblighi cogenti per i datori di lavoro, definisce le Aree Prioritarie, istituisce il Piano Nazionale d'Azione Radon (PNAR) e prevede sanzioni penali per gli inadempienti (Art. 205).

2
2020/2025 - STUDI REGIONALI

Attività Preparatorie e Studi ARPA

In attesa dell'attuazione regionale, ARPA Valle d'Aosta ha condotto campagne di monitoraggio capillari in 45 comuni su 74, realizzando un modello predittivo basato sulla geologia (litologie uranifere) per coprire l'intero territorio e identificare le aree a maggior rischio.

Vai al sito ARPA VdA
3
2024 - NAZIONALE

Piano Nazionale d'Azione Radon

Il documento strategico (PNAR 2023-2032) che coordina le Regioni. Fondamentale per le strategie a lungo termine di risanamento e prevenzione nelle nuove costruzioni.

4
GENNAIO 2026 - VALLE D'AOSTA

DGR n. 1630/2025

È il provvedimento attuativo fondamentale. Pubblicata il 27 gennaio 2026, la Delibera approva l'elenco degli 11 Comuni in Area Prioritaria, facendo scattare l'obbligo di misurazione esteso anche ai locali al piano terra e seminterrato. Definisce le scadenze e le modalità operative per la misurazione nelle attività lavorative e nelle scuole.

Scarica Delibera (PDF)
5

Mappa Radon Valle d'Aosta: Aree Prioritarie 2026

Cartografia ufficiale del rischio radon e classificazione del territorio regionale secondo la DGR 1630/2025.

La Regione Valle d'Aosta ha individuato le aree a rischio radon in attuazione dell'art. 11 del D.Lgs 101/2020. La metodologia utilizzata da ARPA si basa sui risultati delle campagne di misura effettuate in 45 comuni (su un totale di 74) e su un modello radio-geo-litologico per stimare le concentrazioni nelle aree non coperte da misurazioni sperimentali.

In questa prima individuazione sono stati inclusi anche i comuni con stima tra il 10% e il 15%, che avrebbero dovuto essere classificati come area prioritaria a partire dal 2028. L'elenco potrà essere aggiornato in futuro sulla base di nuove campagne di misura.

Mappa regionale con evidenziati in rosso i comuni in cui si stima che il 15% degli edifici presenti concentrazioni medie annue di radon superiori al livello di riferimento di 300 Bq/m³, in giallo quelli in cui la stima è compresa tra il 10% ed il 15%, in bianco gli altri comuni.

Mappa regionale con evidenziati in rosso i comuni in cui si stima che il 15% degli edifici presenti concentrazioni medie annue di radon superiori al livello di riferimento di 300 Bq/m³, in giallo quelli in cui la stima è compresa tra il 10% ed il 15%, in bianco gli altri comuni.

LEGENDA

Area prioritaria radon (≥15%)

Comuni in cui si stima che almeno il 15% degli edifici presenti concentrazioni medie annue di radon superiori a 300 Bq/m³.

Area di attenzione (10-15%)

Comuni in cui la stima è compresa tra il 10% ed il 15%. Classificati preventivamente come aree prioritarie.

Altri comuni

Obbligo misurazione radon solo per locali sotterranei (D.Lgs 101/2020).

Fonte: ARPA Valle d'Aosta / DGR 1630/2025.

La Regione Valle d'Aosta ha individuato le aree a rischio radon in attuazione dell'art. 11 del D.Lgs 101/2020. La metodologia utilizzata da ARPA si basa sui risultati delle campagne di misura effettuate in 45 comuni (su un totale di 74) e su un modello radio-geo-litologico per stimare le concentrazioni nelle aree non coperte da misurazioni sperimentali.

In questa prima individuazione sono stati inclusi anche i comuni con stima tra il 10% e il 15%, che avrebbero dovuto essere classificati come area prioritaria a partire dal 2028. L'elenco potrà essere aggiornato in futuro sulla base di nuove campagne di misura.

Elenco degli 11 Comuni in Area Prioritaria

Comuni valdostani ufficialmente classificati come Aree Prioritarie con la DGR 1630/2025.

Fonte: ARPA Valle d'Aosta - DGR 1630/2025 (27 Gennaio 2026)

ComuneZona Geografica
AviseValdigne
BionazValpelline
CourmayeurMonte Bianco
Gressoney-La-TrinitéValle del Lys
La SalleValdigne
OyaceValpelline
Rhêmes-Notre-DameValle di Rhêmes
Saint-OyenGran San Bernardo
Saint-Rhémy-en-BossesGran San Bernardo
ValsavarencheGran Paradiso
VilleneuveValdigne

Obblighi di Misurazione Radon in Valle d'Aosta

Cosa prevede la normativa per datori di lavoro, scuole e strutture ricettive.

Scatta il monitoraggio al Piano Terra

Negli 11 Comuni designati come Aree Prioritarie (tra cui Courmayeur e Gressoney), l'attenzione si alza drasticamente. Qui, il monitoraggio radon non è più una facoltà ma diventa un obbligo di legge improrogabile per tutti i luoghi di lavoro situati al piano terra e seminterrato, estendendo la norma che già copriva i locali interrati. Se gestisci un'attività commerciale, un ufficio, o una struttura aperta al pubblico in queste zone, sei tenuto a certificare la salubrità dei tuoi ambienti.

Turismo e Scuole: Massima Allerta

La normativa è particolarmente severa per le strutture che ospitano persone per tempi prolungati. Alberghi, B&B, rifugi alpini, ristoranti, scuole e asili rientrano a pieno titolo negli obblighi di misurazione annuale. Garantire un'aria libera dal radon non è solo un adempimento burocratico per evitare sanzioni penali, ma un marchio di qualità e sicurezza che offrite ai vostri ospiti, studenti e lavoratori, proteggendoli da un rischio invisibile ma concreto.

Come Mettesi in Regola?

La procedura è semplice ma rigorosa: occorre posizionare dei dosimetri passivi (strumenti piccoli e non invasivi) per un periodo di 12 mesi. Questo lasso di tempo è necessario per mediare le forti variazioni stagionali tipiche del clima alpino. Al termine, un laboratorio accreditato rilascerà il rapporto di prova valido a fini legali. Non aspettare un controllo: la prevenzione è l'unica difesa efficace.

FAQ

Domande Frequenti sul Radon in Valle d'Aosta

Le risposte alle domande più comuni su obblighi, misurazioni e normativa regionale.

Quali sono i comuni a rischio radon in Valle d'Aosta?
Sono 11 comuni: Avise, Bionaz, Courmayeur, Gressoney-La-Trinité, La Salle, Oyace, Rhêmes-Notre-Dame, Saint-Oyen, Saint-Rhémy-en-Bosses, Valsavarenche e Villeneuve.
Perché la Valle d'Aosta è a rischio radon?
La regione è composta prevalentemente da rocce intrusive ricche di uranio (graniti e porfidi). Questo la rende una delle aree con fondo naturale più alto d'Europa.
Chi deve fare la misurazione?
Tutti i datori di lavoro con locali sotterranei (ovunque) e seminterrati o piano terra se situati nei comuni classificati "Area Prioritaria".
Qual è il limite di legge?
Il livello di riferimento è 300 Bq/m³ per luoghi di lavoro e abitazioni esistenti. Per le nuove costruzioni (dal 2025) il limite scende a 200 Bq/m³.
ARPA VdA offre misure gratuite?
Sì, il servizio di misura è gratuito per i privati cittadini. Per le imprese è a pagamento secondo il tariffario dell'Agenzia.
Quanto dura la misurazione?
Un anno solare (12 mesi). In montagna la differenza tra estate (finestre aperte) e inverno (riscaldamento acceso, effetto camino massimo) è enorme.
Devo misurare se ho un B&B o rifugio?
Sì. Le strutture ricettive sono considerate luoghi di lavoro e aperte al pubblico, quindi rientrano negli obblighi di tutela.
Le case vecchie sono più a rischio?
Sì, soprattutto quelle con vespai non ventilati, cantine in terra battuta o muri in pietra locale (granito) che possono essere sorgente diretta di radon.
Come si risana una casa in montagna?
La tecnica più efficace è il "pozzetto radon" o la depressurizzazione del vespaio. È fondamentale rivolgersi a un esperto di risanamento certificato per progettare l'intervento.
Cosa rischio se non misuro il radon?
Sanzioni penali (arresto o ammenda fino a 10.000€) ai sensi del D.Lgs 101/2020 per violazione degli obblighi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Attività in Valle d'Aosta?

Mettiti in regola con il D.Lgs 101/2020.